Animali fantastici dove trovarli, versione scuba diving

Animali fantastici

Insospettabili predatori: le stelle marine

Approfitto di questo periodo di reclusione forzata per riprendere la rubrica “Animali fantastici dove trovarli, versione scuba diving” che per varie vicissitudini avevo abbandonato diverso tempo fa. Spero che vi faccia piacere visto che, quest’anno, dovremo tutti aspettare un po più del normale per tornare in quel fantastico mondo che si trova sotto la superficie del mare.

Oggi parleremo di predatori spietati, inarrestabili, fortissimi e con capacità eccezionali….le stelle marine 🙂

Ebbene si, questi simpatici animaletti, che ci fanno pensare alle decorazioni di natale o al reggiseno delle sirene e quindi in qualche modo ritenuti pucciosi, sono in realtà dei predatori efficientissimi e voraci. In alcuni casi pure troppo, basta pensare alla stella corona di spine.

STELLA CORONA DI SPINE- Acanthaster planci (Linnaeus, 1758).Questa stella tropicale di circa 30 cm di diametro e dall'aspetto, a mio parere, impressionante con un numero di braccia tra le 16 e le 20 e tutta ricoperta di spine velenose lunghe 5 cm, è in grado di mangiare ampie aree di barriera corallina in poco tempo mettendo in difficoltà questo delicato ecosistema già stressato da eventi climatici estremi e dall'inquinamento. Per questo motivo sono in  atto campagne per la sua segnalazione. http://www.iucngisd.org/gisd/species.php?sc=1043

Pelle spinosa

Le stelle marine appartengono al phylum degli Echinodermi, insieme a ricci, ofiure e oloturie. Una delle caratteristiche che li accomuna è la presenza di un endoscheletro composto da placche calcaree, che possono assumere varie forme: microscopiche,piccole e piatte, allungate a formare spine, grandi al punto dal saldarsi l’una con l’altra. Da cui il nome Echinodermata (derma provvisto di spine).

Gli Echinodermi sono esclusivamente marini e si possono trovare a tutte le latitudini e a tutte le profondità. Gli Asteroidei (quelli a forma di stella stilizzata) si sono adattati per lo più a vivere su fondali rocciosi, anche se esistono alcune specie adattate ai fondi mobili come l’Astropecten aranciacus. 

STELLA PETTINE MAGGIORE- Astropecten aranciacus (Linnaeus, 1758) Vive sui fondali mobili: fango, sabbia, ghiaia. Anche se preferisce i fondali sabbiosi del Mediterraneo dalla superficie fino a 100 mt di profondità ed è relativamente facile incontrarla nei pressi delle praterie di Posidonia oceanica. Inconfondibile per le grandi dimensioni che riesce a raggiungere (fino a 50 cm), per il colore rosso-arancione e per la presenza di aculei lungo tutte le piastre marginali. L’aspetto più liscio rispetto alle stelle che vivono su fondali rocciosi è dovuto alla presenza di ossiculi (placche calcaree) a forma di tavolino che proteggono le papule che ricoprono la  parte aborale (la parte opposta rispetto alla bocca cioè quella che possiamo osservare dall'alto) della stella e che hanno un’ importante funzione negli scambi gassosi e nell'espulsione di rifiuti, funzioni che potrebbero essere ostacolate da sabbia e fango. Inoltre per potersi muovere nei fondali mobili hanno pedicelli privi di ventose, che invece di attaccarsi al substrato si piantano come paletti-ancore e permettono lo spostamento per trazione.

Piccola digressione...

Le stelle del genere Astropecten mi riportano alla memoria i corsi di guida e istruttore subacqueo dove, per diventare perfetti nell’esecuzione, in lunghe sessioni su bassi fondali sabbiosi, ripetevamo gli skill del corso open water e rescue. Dopo un po' che eravamo lì, a forza di smuovere la sabbia, cominciavano a uscire queste stelle di circa 5-10 cm che se ne andavano via con aria un po indignata per essere state disturbate, non avete idea di quanti cazziatoni mi sono presa perché mi distraevo a guardarle 😀

Torniamo alle stelle marine

Le stelle marine sono per la maggior parte carnivore, le loro prede sono animali sessili, poco mobili o morti, per questo motivo, il loro metodo di caccia non richiede una grande velocità. Si tratta comunque di predatori inesorabili che divorano le loro prede bloccandole con le forti braccia per poi divorarle con calma. Alcune, specialmente quelle che si nutrono prevalentemente di molluschi bivalvi, sono in grado di rovesciare lo stomaco all'esterno del proprio corpo. Questa "caccia" avviene così lentamente che molto spesso, anche se durante un'immersione capita di vederla, passa inosservata...ma provate a immaginarla con il commento di un documentario sui grandi predatori.....sentite sta partendo la musica carica di suspance.....

 Immaginate…

 ...un'ignara cozza, o ostrica, che sta tranquillamente filtrando la sua acqua in cerca di cibo quando….all'improvviso, viene afferrata da qualcosa che tenta di aprirgli le valve, facendo leva con forti braccia che aderiscono al suo guscio grazie a potenti ventose. Il povero mollusco si chiude con tutta la sua forza, comincia un terribile tiro alla fune tra i due animali che lottano per la sopravvivenza ( si perché anche la stella marina se non riesce a mangiare prima o poi muore). Fino a che... il mollusco cede di pochissimo e si apre di appena 0,1 mm, ma tanto basta, allo stomaco estroflesso della stella marina, per insinuarsi all’interno della conchiglia e attaccare il muscolo adduttore (quello che serve per tenere chiuse le valve). A questo punto la partita è vinta la protezione della conchiglia viene meno e la stella marina si può nutrire con calma trascinando dentro di sé pezzi di mollusco mentre ritira il suo stomaco. 

Capacità eccezionali

Scommetto che adesso la “stellina” di mare non sembra più tanto carina e assomiglia sempre di più a un mostro alieno tipo Blob.

Le somiglianze con una creatura venuta da un altro pianeta non finiscono qui, perché questo spietato predatore è anche capace di rigenerarsi! Non solo è in grado di rigenerare un braccio se lo perde a causa di un incidente, sono pochi i predatori che si cibano di loro sono vittime principalmente di parassiti, ma se, insieme al braccio, si stacca una porzione di disco centrale, da questo può generarsi un altro individuo completo!

Sistema vascolare acquifero

Per concludere volevo lasciarvi con questo breve filmato, registrato in un acquario, in cui si vede l’affascinante sistema di locomozione della stella marina. Possibile grazie al complesso sistema idraulico composto da: ampolle, pedicelli e ventose, tutti collegati tramite il sistema vascolare acquifero. Si tratta di un insieme di canali che da un anello centrale si dipartono attraverso i bracci, trasportando un liquido simile all’acqua di mare che funge anche da mezzo per gli scambi gassosi, il trasporto di nutrienti e l’espulsione di scarti del metabolismo come l’ammoniaca (anche se è supportato dalle papule e dal sistema emale in queste funzioni). 

Il sistema acquifero è collegato con l’esterno tramite una specie di tappo-filtro che si trova sul lato aborale (opposto alla bocca) della stella, per capirsi la macchiolina di colore generalmente più chiaro che si trova sul disco centrale ma leggermente decentrata. Se la stella viene tirata fuori dall’acqua, anche per poco tempo, piccole bolle di gas possono insinuarsi nel sistema acquifero compromettendone il funzionamento e di conseguenza la mobilità della stella condannandola a morire di fame, per questo…..niente foto di stelle marine fuori dall'acqua e se vi capita di vedere qualcuno che lo fa spiegategli perché è sbagliato! 

 

 Spero che adesso guarderete con un occhio diverso questi animali che, a parte gli scherzi, sono veramente carini. Magari... potrebbe venirvi un brivido pensando a una stella marina gigante proveniente dallo spazio...ma fino ad allora state pure tranquilli 😉

Se vi interessa sapere qualcosa di più sugli echinodermi vi lascio qua sotto il link a una lezione in ppt dell’università di Roma e i riferimenti dei libri da cui ho preso le informazioni per scrivere questo post. Se avete domande specifiche, curiosità o dubbi scrivete nei commenti!

“Zoologia” Robert L Dorit Warren F Jr Walker Robert D Barnes 

"Fauna e flora del Mediterraneo" Rupert Riedl

http://www.federica.unina.it/smfn/zoologia/phylum-echinodermata/